5 Ottobre 2017

SBK GP Francia: Giugliano ottavo con la Honda

SuperBike | Honda | CBR 1000 RR FIreblade SP2 | Pirelli | Giugliano | CBR | Francia | Magny Course | SBK | Gagne

Situazione difficile per il Red Bull Honda World Superbike Team che dall’inizio dell’anno ha visto alternarsi in sella alla CBR 1000 RR Fireblade SP2 ben cinque piloti: dopo la perdita di Hayden e l’incidente di Bradl, sul sellino della quattro cilindri giapponese si sono alternati il giapponese Takahashi, l’italiano Giugliano e l’americano Gagne. Il risultato è una moto che risente del mancato sviluppo, almeno per la stagione in corso, e risultati al di sotto delle aspettative di inizio anno. Il team sta valutando i possibili scenari e l’evoluzione della squadra, archiviando di fatto la stagione in corso, per pianificare il lavoro sulla motocicletta in chiave 2018 e soprattutto 2019, quando i regolamenti imporranno cambiamenti drastici per quanto riguarda l’elettronica. In questo contesto, con i big già accasati e la mancanza di un pilota che porti avanti lo sviluppo con continuità, la scelta è resa ancora più difficile. Nel presente della squadra c’è l’ottimo ottavo posto di Giugliano in gara uno, ottenuto su un asfalto umido (per l’italiano era la prima volta in queste condizioni sulla CBR) e con una progressione e un miglioramento delle performance valutabili giro dopo giro in gara. L’americano è stato più sfortunato e ha chiuso anzitempo la corsa con un ritiro, non prima però di aver mostrato performance in crescita al pari del compagno di team, nonostante non avesse mai saggiato le Pirelli sulla pista bagnata. Gara due è stata conclusa da entrambi i piloti fuori dalla top ten (Giugliano ha chiuso undicesimo e Gagne subito dietro) ma con il non trascurabile vantaggio di aver saggiato il mezzo in condizioni variabili con le dovute ricadute sullo sviluppo della CBR. Nel caso di Giugliano c’è da aggiungere che un fuori pista per evitare Laverty, durante le prime fasi della seconda manche, gli ha fatto perdere posizioni preziose che, con il ritmo mostrato in pista, gli avrebbero permesso di riconfermare, se non addirittura migliorare, la posizione del sabato. “Gara uno è stata positiva – ha dichiarato il romano - Abbiamo avuto un buon passo per tutti i 21 giri e siamo stati in grado di migliorare fino alla bandiera a scacchi. Era la mia prima volta per molti giri con la moto in condizioni di umido, quindi c'erano alcune cose che dovevo capire prima di poter cominciare a spingere più a fondo. La squadra ha fatto un ottimo lavoro nella traduzione dei miei commenti e dei dati in adeguate modifiche alla messa a punto della moto. Gara due è stata sfortunata, perché ritengo che avevo il ritmo per lottare per il sesto posto. L'obiettivo realistico prima dell'inizio era quello di finire tra l'8 e l'11, ma ci siamo rivelati più veloci di quanto ci aspettassimo. Era difficile spingere quando mi trovavo dietro, perché guidavo da solo, quindi non sapevo quanto fosse bagnato in diverse parti del circuito e come le condizioni si erano evolute per tutto il giro. Abbiamo messo insieme un buon ritmo, abbiamo mostrato un buon passo e c'è una buona sinergia tra me e il mezzo. I ragazzi hanno fatto un lavoro sorprendente: ritengo che la moto sia in miglioramento e questo è stato il motivo per cui sono stato scelto in primo luogo, quindi sono felice. La velocità massima era anche eccellente. Ovviamente c'è ancora molto da migliorare, ma le cose vanno nella giusta direzione”. Discorso simile, per quanto riguarda le condizioni della pista, per Gagne che ha detto: “Era la mia prima gara in condizioni di bagnato con questa moto e pneumatici Pirelli, quindi ancora una volta c'era molto da imparare. Sono contento di come sono stato in grado di migliorare il mio passo giro dopo il giro; la moto è piuttosto diversa con il set up per il bagnato, ma sono riuscito ad adeguarmi e, nonostante un piccolo rallentamento che mi è costato un paio di posti, sono stato in grado di correre costantemente e di fare esperienza. Il mio obiettivo era quello di finire la gara e ci siamo andati molto vicini, ma purtroppo mi sono dovuto ritirare a meno di due giri dalla fine. Domenica, a differenza di quanto accade in America, la regola del flag to flag significa che anche se spunta la pioggia, si può ancora correre su pneumatici slick. Questo per me è stato uno scenario completamente nuovo, quindi mi ci è voluto un po’ di tempo per capire quanto potevo spingere in queste condizioni. Verso la fine ho iniziato ad andare più veloce e all’ultimo giro ho anche battuto il mio miglior tempo personale di tutto il fine settimana. Il dodicesimo posto non è male, ma credo di avere il potenziale per fare molto meglio. Sono contento di ciò che ho imparato e dei miglioramenti. Voglio ringraziare l'intera squadra perché è stata un'altra esperienza straordinaria e mi sono divertito molto”.

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