17 Novembre 2017

Test di Valencia: il punto della situazione

MotoGP | Suzuki | Yamaha | Honda | Valentino Rossi | Andrea Dovizioso | Daniel Pedrosa | Rossi | Vinales | Zarco | Motomondiale | Espargaro | Ducati | Dovizioso | Lorenzo | Pedrosa | Marquez | Honda Repsol | Yamaha Movistar | Aprilia | Team Suzuki Ecstar | Iannone | Rins | Redding | Scott Redding | Ducati Team | MotoGp 2017 | MotoGP 2018 | Jorge Lorenzo | Maverick Vinales | Johann Zarco | Aprilia Racing Team Gresini | Álex Rins | Andrea Iannone | Marc Márquez

La due giorni di test sulla pista valenciana di Ricardo Tormo si sono conclusi con il dominio (ancora una volta) di Marquez e della sua Honda. Il neo campione del mondo ha staccato il tempo di 1:30 e 033 secondi che nelle combinate lo pone al vertice della categoria. È interessante notare che il Repsol Honda Team ed entrambi i piloti hanno utilizzato un ibrido con telaio, scarichi e motore in configurazione 2018. Lo stesso Pedrosa (quarto con i tempi del primo e del secondo giorno) ha testato una nuova carenatura in previsione degli sviluppi per la nuova stagione. In generale i due spagnoli non hanno espresso giudizi né positivi né negativi sulla moto utilizzata nei test; d’altronde si tratta della prima sessione di prove per sviluppare la l’RC213V per il 2018 quindi è plausibile che questa sia una fase interlocutoria e di test dei singoli particolari. Chi invece ha molto da lavorare è la Yamaha e il Movistar Yamaha MotoGP. Sia Rossi che Vinales hanno provato di tutto e il contrario di tutto: carenature modificate con alette più ampie, motori 2017 e 2018 su telai 2016, 2017 e su un’unità usata negli ultimi Gran Premi che di fatto era la versione su cui basare lo sviluppo per il 2018: il risultato? Catastrofico! Il caos è evidente con Rossi che conferma la bontà del telaio 2016 a discapito di quello del 2017 e dell’evoluzione pre 2018, Vinales che si trova meglio con la versione 2017 (ma nella seconda giornata di test ha evidenziato nuovamente confusione nello spagnolo) e Zarcò che prova l’M1 ufficiale e dichiara che pur non essendo andato più forte rispetto a quanto fatto con la sua Yamaha 2016 ne conferma l’elevato potenziale. L’unica certezza in casa Yamaha (a parte il nuovo motore) è che non ci sono certezze e che, prima di tutto, bisogna decidere quale pilota seguire più degli altri per poter organizzare il lavoro di progettazione e sviluppo della M1 per il 2018, tenendo conto che il maggiore handicap della passata stagione è stata l’impossibilità di sfruttare le gomme fino alla fine delle gare. In casa Ducati i piloti hanno utilizzato i test per effettuare prove comparative per definire alcune specifiche della Desmosedici GP18, il cui esordio è previsto nei primi test del 2018 in programma a Sepang dal 28 al 30 gennaio. “Abbiamo utilizzato bene questi due giorni per provare vari particolari e soluzioni utili per la definizione della moto 2018 – ha dichiarato Dovizioso– Siamo riusciti a concludere tutto il programma che era stato deciso insieme ai nostri ingegneri e a testare le nuove forcelle Öhlins 2018. Adesso ci aspetta l’ultimo test dell’anno a Jerez la prossima settimana, dove lavoreremo per definire gli ultimi dettagli della nuova moto, prima della pausa invernale”. Del medesimo tenore le dichiarazioni di Lorenzo: “In questi test non abbiamo provato delle grosse novità, però abbiamo raccolto delle informazioni molto utili per lo sviluppo della moto del prossimo anno. Mi sono trovato particolarmente bene, ho migliorato il mio rendimento sulla moto cambiando alcune cose nel mio modo di guidarla e ho girato con dei buoni tempi. Dobbiamo però continuare a lavorare per trovare quei decimi che ancora ci mancano su alcune piste. Abbiamo provato anche le nuove forcelle Öhlins, però sappiamo che le novità più importanti arriveranno solo a Sepang per il primo test del 2018”. In effetti si sa che la Ducati ha portato alcuni forcelloni e un nuovo telaio su cui basare il lavoro per il 2018 e di cui sia Lorenzo che Dovizioso sono relativamente soddisfatti. Aprilia e il team Aprilia Racing Team Gresini hanno lavorato in due direzioni: assetti per lo sviluppo della RS-GP del 2018 e affiatamento del neo assunto Redding. La diversa distribuzione dei pesi e una nuova geometria hanno soddisfatto Espargaro: "in questi test non abbiamo provato molti nuovi componenti ma più che altro delle modifiche alla geometria della moto e alla ripartizione dei pesi. Sono idee che vogliamo introdurre sulla moto 2018 e abbiamo bisogno di confermarle per capire la direzione. Posso dirmi soddisfatto, dopo un weekend difficile abbiamo dimostrato di poter essere veloci. Ora saranno importanti i test di Jerez, una pista diversa dove continueremo il nostro lavoro in ottica 2018. Quella che arriverà nel 2018 non sarà una moto rivoluzionata ma le caratteristiche di guida ed ergonomia cambieranno, quindi è fondamentale prendere la giusta strada". Redding, di contro, sta faticando più del previsto per adattarsi alla nuova moto: "sono stati due giorni interessanti. C'è tanto lavoro da fare per adattare la RS-GP alle mie caratteristiche, a partire dalle dimensioni. Ovviamente tutte le informazioni che stiamo raccogliendo andranno a influenzare la moto 2018, per ora il mio obiettivo è prendere confidenza con il carattere della moto che è sicuramente diverso da quello a cui ero abituato. Aleix sta facendo un grande lavoro e dimostra il potenziale di Aprilia, sono fiducioso perché mi sento parte del progetto. Il team mi ha accolto in maniera splendida, mi piace il loro metodo di lavoro e ho cercato di dare loro il miglior feedback possibile. Valencia non è la mia pista preferita e dopo un weekend di gara non è semplice saltare su una nuova moto, per questo abbiamo lavorato senza cercare il time-attack". Il Team Suzuki Ecstar è sceso in pista con Rins e Iannone solo nella seconda giornata provando evoluzioni sia del telaio che del motore mostrando un lavoro d’affinamento improntato all’evoluzione e non alla rivoluzione: "martedì non ero in condizione di girare perché stavo male – ha dichiarato Iannone – Ora mi sento meglio e ,nonostante non abbia fatto molti giri, abbiamo già capito alcune cose e questo è un buon punto di partenza per il prossimo test a Jerez. Suzuki ha lavorato duramente per fornire le nuove specifiche del motore e il nuovo telaio. Stiamo lavorando passo dopo passo con l'introduzione di una cosa dopo l'altra, e per Sepang avremo un pacchetto più completo. Nell'ultimo mese del campionato abbiamo fatto molti passi avanti. Sono contento di come funziona la squadra e anche della Suzuki. Nel box abbiamo un buon ambiente e questo mi aiuta molto con il lavoro sulla GSX-RR". Problemi di salute simili per Rins che ha saltato, come il suo compagno di squadra, la prima giornata di test: "non mi sento ancora al 100%, quindi abbiamo fatto solo le cose più importanti. Avevamo una nuova specifica per il motore e un nuovo telaio, e li abbiamo testati entrambi, cercando di farci un'idea. L'obiettivo è valutare i singoli miglioramenti e poi metterli tutti insieme per Sepang. Dal momento che la sensazione è stata positiva, non vedo l'ora di andare a Jerez, sentirmi meglio e iniziare a lavorare al 100%".

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